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mercoledì 15 luglio 2009



Lo spot è stato creato da un'organizzazione chiamata "Ad Maiora Onlus", una delle tante organizzazioni che credono di "aiutare le donne" sputando veleno sugli uomini. Nel 2007 fu il turno di "Pangea Onlus", che produsse un video in cui si vedevano uomini-bestie muoversi a quattro zampe in un campo, nutrendosi di fiori ed erbacce con fare animalesco, per poi finire abbagliati dall'entrata in scena di una donna (una top-model di qualche agenzia tipo Lele Mora) vestita di bianco, che avrebbe dovuto simboleggiare l'avvento di una Nuova Era, fatta di civiltà, pace e amore (pare che a Tzipi Livni e Condoleeza Rice le si siano ammosciate un paio di batterie missilistiche alla vista dello spot).

Questo nuovo spot è un pò meno teatrale di quello della Pangea Onlus, ma ugualmente squallido, se non di più. A parlare al telerincoglionito berlusconiano [1] è una certa "Paola", donna di 38 anni dal volto comune, con un'espressione vagamente depressa e due occhi sgranati che farebbero impallidire
Gollum, che inizia a recitare il polpettone di propaganda femminista pronunciando frasi che dovrebbero essere -secondo gli autori del video- le frasi tipiche che ogni marito dice alla propria moglie. Questo il testo del messaggio di "Paola":


"Mi chiamo Paola ho 38 anni ma ne dimostro almeno 10 di più,
ho un lavoro banale, non come quello di mio marito.
Non sono bella e non mi trucco tanto non serve a niente.
Quando parlo è solo per dare fiato alla bocca,
quello che dico è noioso, non interessa a nessuno.
Una volta suonavo il pianoforte poi ho smesso, era solo una perdita di tempo.
Non so cucinare, non so educare mio figlio e anche a letto non sono un granchè.
Se mio marito dovesse tradirmi non potrei dargli torto
Sono una fallita, una persona banale, un completo disastro."


Ogni singola frase del messaggio di "Paola" presente nel video-propaganda di Ad Maiora Onlus può benissimo venir capovolta ed usata per sostenere lo stesso identico messaggio a parti invertite.

"Paola" dice che ha un lavoro banale, non come quello del marito, che magari fa il muratore o il carpentiere (ma lo spot fa finta che gli uomini son tutti imprenditori da 30'000 euro al mese).

"Paola" di anni ne dimostra dieci in più, non come suo marito, che seppur sembri un giovincello in realtà morirà 7 anni prima di lei andando in pensione 5 anni dopo.

"Paola" non è bella e non si trucca perchè tanto non serve, mentre il marito -assomigliando a Brad Pitt- riceverà sicuramente da lei una caterva di complimenti sull'aspetto fisico fenomenale, dagli addominali scolpiti alla muscolatura possente. Da questa enorme mole di complimenti il marito di "Paola" ne uscirà con un ego decisamente ingrassato, data la nota propensione femminile di sprecarsi in complimenti nei confronti degli uomini.

Quando parla "Paola" è solo per dare fiato alla bocca, mentre il marito sicuramente non sentirà mai da lei quelle adorabili frecciatine velenose che spesso escono dalla bocca delle femminucce moderne.

Una volta il marito di "Paola" giocava a tennis, ma poi ha smesso perchè non era bravo ed era solo una perdita di tempo, uno dei tanti "hobby stupidi" che hanno gli "stupidi maschi" (così dice "Paola"...).

Se "Paola" non sa cucinare, il marito non saprà tenere in ordine la casa, non si interesserà al figlio, mentre a letto sarà un "eiaculatore precoce" e magari un "pò impotente" e, perchè no, col "pisello piccolo che mi fa il solletico". "Paola" ha per questo motivo prenotato una vacanza in Giamaica con una sua amica, per conoscere delle "culture diverse", anche perchè ha letto su Donna Moderna che quando sono le femmine a fare "turismo sessuale", non fa schifo come per i maschi, ma è segno di "emancipazione".

E magari "Paola", per questi motivi di "inadeguatezza sessuale" del marito, se la fa anche con l'idraulico. Ma lo spot non lo dice.

Il video termina con "Paola" che, ripetendo le presunte accuse del marito, dice di essere una fallita, una persona banale ed un completo disastro.

Guarda caso tutti insulti che generalmente vengono fatti agli uomini, e non solo dalle proprie mogli, ma anche dai mass-media:






Infatti la realtà è ben più complessa di quella descritta dallo spot di Ad Maiora Onlus. Non solo la "violenza psicologica" tra uomini e donne è reciproca, ma senza ombra di dubbio quella delle donne nei confronti degli uomini è ben più diffusa, velenosa, e soprattutto sanzionata socialmente, al punto che, oramai, è stata sdoganata grazie ad anni di propaganda femminista sul "Girl Power" anche la violenza psicologica nei confronti dei bambini maschi .


Si potrebbe quindi facilmente parlare, in tema di "violenza psicologica", anche di:

-donne che si fanno beffe delle "prestazioni sessuali" del partner
-donne che rinfacciano al partner i suoi scarsi risultati lavorativi
-donne che disquisiscono sull'inutilità del "Genere Maschile"
-donne che proclamano l'inferiorità intellettuale dei "maschi"
-donne che irridono alla minore aspettativa di vita maschile dicendo che è così perchè "i maschi sono più deboli"
-donne che si prendono beffa dei padri separati senzatetto dicendo che sono in quella condizione perchè "non forti quanto le donne"
-etc.etc.etc.


O, per riassumere tutto quanto con una sola parola: Misandria.

Uno spot che quindi vorrebbe denunciare la "violenza psicologica" nei confronti delle donne, si rivela alla fine una rozzissima operazione di propaganda facilmente smontabile da qualsiasi persona dotata di un minimo di materia grigia e di buon senso.
Non c'è dubbio quindi che, avendo come target lo spettatore-tipo di Merdaset, sarà un gran successo: dalla casalinga che si "informa" con il TG4 di Fede, ai "giovani padani" che traggono il proprio sapere su come gira il mondo da "Studio Aperto", lo spot di Ad Maiora Onlus va a colpire una fetta di popolazione la cui coscienza critica è stata sapientemente anestetizzata e smantellata grazie ad anni di "infotainment" berlusconiano.

C'è però un'aggravante per quanto riguarda la violenza psicologica rivolta contro gli uomini. Al di là delle schermaglie quotidiane che fra maschi e femmine esisteranno sempre finchè ci sarà vita in questo pianeta, il fattore rilevante di questa questione è che la violenza psicologica contro gli uomini non avviene solo in privato, nelle relazioni e nella vita domestica, ma è anche e soprattutto violenza di stato, perpetrata e sanzionata dalle massime autorità del nostro paese e diffusa dai mass-media con sistematica ridondanza.

Sotto la spinta propulsiva del femminismo, la violenza psicologica contro l'intero Genere Maschile è diventata "trendy" in Europa e Nord America, a tal punto che sarebbe quasi inconcepibile immaginare la nostra società se venisse tolta di mezzo la Misandria dilagante, un sentimento di odio e disprezzo antimaschile su cui son state edificate intere industrie dello spettacolo, come i film comici, le soap opera, le commedie "romantiche" ("chick flicks", come le chiamano gli statunitensi) dove quasi tutte le gag comiche vengono costruite sulla presa in giro del Genere Maschile. Sulla violenza psicologica contro gli uomini è stata eretta una colossale industria planetaria che genera ricavi spaventosi, e che senza dubbio vedrebbe male l'insorgere di una "nuova morale" che rendesse riprovevole la Misandria tanto quanto lo è attualmente la Misoginia (ammesso che, quest'ultima, sia mai effettivamente esistita...).

Contro questa "nuova morale" si schiererebbero dunque non solo le femministe, che attraverso la misandria fanno avanzare la loro delirante agenda di distruzione dell'Identità Maschile, ma anche tutti quelli che grazie all'odio antimaschile ci mangiano e ci sguazzano.

La violenza psicologica all'interno delle coppie, sia di femmine nei confronti dei maschi sia il contrario, esisterà sempre, anche perchè maschi e femmine vengono messi in competizione fin da piccoli da una cultura che ha fatto della "guerra fra i sessi" la propria colonna portante, grazie anche alle aberrazioni ideologiche partorite da femmine-femministe sofferenti da forme gravi di Invidia Penis e con un'Identità Femminile abortita sul nascere.

Lo spot di Ad Maiora Onlus, proprio come quello di Pangea Onlus, si configura come l'ennesima operazione politico-commerciale (nel loro sito "chiedono soldi", o tramite donazioni o tramite il 5 per mille) che utilizza l'immagine della donna come se fosse un marchio, un brand tipo CocaCola, utilizzato per veicolare dei messaggi di natura femminista o similare, e che punta tutto sulla percezione di "bontà" e "vittimismo" che la figura femminile proietta sul Popolino Stolto. Questo brand Donna™ viene utilizzato, indipendentemente dal contesto, praticamente da qualsiasi gruppo con interessi politici, economici, sociali o di altro tipo. Se si vuole veicolare un certo messaggio, sia esso di natura femminista o altro, si prende il marchio Donna™ e lo si schiaffa sopra il proprio prodotto, certi del fatto che così sarà più facile vendere al Popolino qualsiasi sciocchezza.

Ecco quindi che gruppetti di femministe utilizzano l'immagine femminile -come se fosse un prodotto commerciale- per vendere le loro "idee" alle masse, rendendosi colpevoli proprio di quella "oggettificazione della donna" che loro stesse stanno sempre deprecando.

In Inghilterra per una campagna contro le "molestie sessuali" vengono appesi per le strade poster enormi con in primo piano le parti intime di una donna e un simbolo rosso di "stop" stampato negli slip [2]. Come se l'ennesima campagna pubblicitaria carica di richiami sessuali servisse ad impedire le (perlopiù inesistenti) "molestie sessuali".

Mentre Amensty International, per far vedere che non è da meno, lancia un'altra campagna contro la "violenza sulle donne" dove viene utilizzata una ragazza nuda che si palpa il seno [3].

E per rimanere in Italia, l'organizzazione "Telefono Donna" ha pubblicato un poster dove si vede una bella ragazza nuda stesa su un letto in una posa simil-crocefissione [4], con la scritta "chi paga per i peccati dell'uomo ?", utilizzando ancora una volta il brand Donna™ per trasmettere il proprio messaggio misandrico di demonizzazione del Genere Maschile.

E se le femministe utilizzano il brand Donna™ per diffondere il loro veleno misandrico, altri gruppi e gruppetti con finalità politiche lo usano come "ideale da proteggere" contro gli spauracchi del momento: da fantasticate e inesistenti invasioni di "orde barbare", ai "kebab" che i giovani padani boicottano nel mentre che si ingozzano di panini al polipropilene marchiati McDonald, il brand Donna™ viene utilizzato -e con successo- per diffondere messaggi di ogni tipo, dal più innocuo, a quello più pericoloso che fa perno sugli incubi e sulle paure irrazionali dell'animo umano.

Considerato quindi il penoso stato di decadenza in cui versa la nostra società, non stupisce che lo spot della Ad Maiora Onlus abbia ricevuto anche il patrocinio di
Pubblicità Progresso.

In questo scenario, dove la guerra contro il Genere Maschile è stata, nei fatti, dichiarata ormai da diversi anni, c'è da sottolineare l'assordante silenzio proprio degli uomini, in particolare delle giovani generazioni.

Non lo vedono, questi, tra una canna e una nottata in discoteca, il futuro da schiavetti senza dignità che si profila all'orizzonte ?


1 commento:

  1. Tratto da:

    http://antifeminist.altervista.org/analisimedia/misandria_admaiora.html

    Riportare sempre la fonte quando si fa copia/incolla!

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